Pomodoro Pomodoro

Origini e diffusione
Pianta delle Solanacee (Solanum Lycopersicum L.), originaria dell’America Meridionale.
Si racconta che il pomodoro fu coltivato per la prima volta in Messico (nome d’origine azteca tomatl, tomate, tomato) ed introdotto in Europa verso la fine del XVI secolo ma utilizzato, all’inizio, solo come pianta ornamentale perché considerato tossico e solo verso la fine del XIX secolo fu introdotto come “genere alimentare” (non si ha una data certa di quando i pomodori iniziarono ad essere effettivamente utilizzati come cibo e non considerati più pericolosi).
Gli spagnoli, lo introdussero presto nel Regno di Napoli, dove divenne uno degli ortaggi più apprezzati dal popolo.
Fu ingrediente fondamentale nel 1889 nella storica pizza preparata dal cuoco Raffaele Esposito in onore della Regina Margherita di Savoia.
Veniva anche considerato “afrodisiaco”, “magico”, ed utilizzato da maghi e streghe per miscele e filtri d’amore: molto probabilmente perché, elementi come il colore rosso ed intenso, la forma carnosa e polposa, esprimevano sensualità, amore, quasi come il “frutto proibito”, e quindi al limite del “pericoloso” (probabilmente il timore di utilizzarlo come cibo, inizialmente, dipendeva anche da questo). O, ancora, in Francia, gli innamorati solevano regalarlo alle giovani ragazze al posto dei fiori, simbolo, appunto, di passione e sentimento.

Descrizione
Il pomodoro è un rampicante, con radici fusiformi ed un fusto eretto nodoso e peloso. E' caratterizzato da foglie pennatosette composte di foglioline ovali ed è adornato da fiori gialli suddivise in grappoli.
E' un frutto commestibile, più o meno tondeggiante a seconda dei tipi, di colore rosso vivo, contente acido malico e citrico e, in quantità minime, acido ossalico. I semi sono discoidali bianchicci dai quali si ricava un olio usato nella fabbricazione dei saponi. I frutti si mangiano crudi o cotti e si usano per condimento.

Coltivazione
A gennaio e febbraio si può cominciare la semina in semenzaio riscaldato, per far germogliare i semi e, quindi, per produrre piantine da destinare al trapianto primaverile: fate filtrare una giusta quantità di luce, onde evitare la formazione di steli troppo deboli e sottili. Il pomodoro è una pianta rampicante, quindi come tale ha bisogno di sostegni (soprattutto quando le piante raggiungono i 10 cm. di altezza in poi) o tutori, accompagnati da fili se alcuni rami sono eccessivamente grandi.
Da Marzo ad Aprile-Maggio si può procedere al trapianto.
A Maggio, oltre al trapianto e alla piantagione, potreste dare una ripulita al vostro orto, eliminando le erbacce e rincalzando la pianta di pomodoro per proteggere le sue radici ed agevolare una migliore irrigazione di acqua; provvedete anche ad esportare i germogli nella zona ascellare della pianta (sfemminellatura).
Verso la fine di Giugno fino ad Agosto (se la produzione è stata molto abbondante anche fino a Settembre) si inizia la raccolta in cassette, a seconda, però, dell’uso che volete farne, si raccolgono: pomodori di colore un po’ più verde, se da utilizzo per insalate e condimenti vari; di colore più rosso e polposo, se siete intenzionati a preparare salse e conserve, imbottigliandoli: procedere, idealmente, a tale raccolta, qualche giorno dopo il plenilunio, se non volete una salsa troppo acquosa.
Il pomodoro esige un clima temperato, nel senso che mal sopporterebbe temperature al di sopra dei 30°, così come quelle rigide, tipicamente invernali, dai 0° in giù. Si adatta ad ogni tipo di terreno, purché poco acido. Le innaffiature vanno fatte regolarmente, prestando particolare attenzione a non creare ristagni d’acqua, che sarebbero ambienti ideali per muffe e malattie varie ed intensificando la quantità d’acqua in estate, provvedendo possibilmente sia al mattino che alla sera.

Parassiti
La pianta di pomodoro può essere interessata da diverse malattie, in particolare dalla peronospora, una sorta di muffa grigia-violacea, che attacca le foglie sulla pagina inferiore ed è molto dannosa dal momento che i frutti possono anche non arrivare a maturazione; per questo dovremmo aiutarci con prodotti a base di ossicloruro di rame. O ancora parassiti, quali la dorifera o alcuni afidi che potremmo combattere con insetticidi, quali, ad esempio, il piretro. O infine malattie quali il marciume radicale e del colletto, che tendono a distruggere l’intera pianta, dalle foglie alle bacche. Ecco perché, oltre ad aiutarci con alcuni disinfettanti e detergenti, occorre anche provvedere ad una corretta irrigazione, aggiungendo magari anche un “apporto minerale” con dei concimi e provvedendo ad una costante pulizia del nostro orto.

Varietà
Abbiamo, innanzitutto, una prima e più semplice suddivisione tra pomodoro a portamento determinato e quello a portamento indeterminato. Il primo riguarda quei tipi che si sviluppano in orizzontale e sono coltivati ad uso industriale: sono quella varietà di pomodori che, come detto sopra, vanno “sfemminati”, cioè privati di quei germogli inutili che “stremano” la pianta in quanto portatori loro stessi di altri frutti. La seconda varietà, riguarda, invece, quelle piante che si sviluppano verticalmente, alte, ad unico fusto.
Ci sono, poi, pomodori piccoli, grandi, i famosi “ciliegini” (a grappolo, ottimi per insalate o per sughi freschi o ancora da mangiare anche così, a crudo, senza alcun condimento, adatti per la coltivazione in vaso), tondi (Ace, Sunrise), allungati (San Marzano, Maremma), costoluti (Costoluto Fiorentino, Samar). E ancora altre varietà come l’Ausonio, il Roma VF, il Cuore di Bue, il Principe Borghese, ecc.

Proprietà
Eupeptici, digestivi, vitaminici, nutrienti, alcalinizzanti gli umori.
Ricco di sali minerali, betacarotene, Vitamine A e C. Un succo di pomodoro, 3-6 cucchiaini al giorno, in acqua zuccherata, rigenerante e rinfrescante, adattissimo ai bambini. Stesso succo, 3-5 cucchiai al giorno entro le 24h., ottimo nelle diete dimagranti.
La polpa del frutto fresco è ideale nelle malattie reumatiche, artritismo, arteriosclerosi, diabete. Ottimo miscuglio salutifero antiobesità, è una centrifuga di succo di pomodoro, sedano e un picchino di sale.
Per uso esterno, il suo succo può essere ben impiegato per tamponare bruciature, piaghe, punture. Oppure delle fettine sul volto per 10-20 minuti, per rassodare la pelle floscia e far sparire i punti neri: mantengono fresco e giovane il viso grazie anche al licopene in esso contenuto.
È anche un buon ammorbidente per le mani: 2 cucchiai di succo di pomodoro, un cucchiaio di glicerina e qualche goccia di colonia.
Attenzione! Controindicato ai calcolosi, gottosi, ossalurici, e per chi soffre di reflusso gastroesofageo, per la sua acidità.
I frutti freschi vengono utilizzati per insalate, minestre, sughi, salse, condimenti vari, confetture. Risorsa dell’arte culinaria per eccellenza: cucinati al forno, abbinati a pasta, riso, carne, pesce, arrostiti, al gratin, sott’olio o sott’aceto. E' un ingrediente immancabile nelle pizze.

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