Prato inglese Prato inglese

Chiunque di noi possieda un giardino più o meno grande ha, almeno una volta, provato a realizzare un prato all’inglese, con più o meno successo.

Tenere un buon prato all’inglese in effetti non è un’operazione semplicissima e priva di grossi impegni in quanto richiede tecniche di coltivazione accurate e attente.

Tutto deve iniziare da un’accurata lavorazione del terreno che deve essere rimestato in profondità e liberato di qualsiasi altra eventuale vegetazione presente, anche tramite l’impiego di diserbanti, utili per eliminare completamente le erbe più tenaci i cui semi possano essere presenti nel terreno.

Dopodiché è essenziale interrare dei fertilizzanti, sia organici che chimici in modo da rendere il terreno ricco delle sostanze utili a far crescere il prato in modo forte e rigoglioso.

Inoltre per avere un prato sempre rigoglioso e in forma, sarebbe utile impiantare, prima della semina della varietà di prato desiderata, una rete di irrigazione automatica sotterranea, da utilizzare nei mesi più caldi, quando il prato necessita maggiormente di umidità.

È chiaro che la regola generale per avere un bel prato è una di tipo estetico, legata all’uniformità del risultato ottenuto; pertanto quanto più il nostro prato sarà uniforme tanto più risulterà elegante e raffinato: il massimo che si può ottenere è di renderlo nel suo aspetto simile a una moquette. E questa è proprio la cosa più complicata da ottenere, soprattutto se si considera quanto la natura sia tutt’altro che uniforme, ma piuttosto molteplice e varia. Ed è proprio la “lotta” contro questa variabilità della natura il compito più difficile da affrontare per chi desideri avere un bel prato.

È giusto però ricordare di tenere un comportamento equilibrato in quanto il nostro prato non è, e non deve essere assolutamente essere visto, come un elemento dell’arredamento della nostra casa, immobile e immutevole; pertanto è giusto accettare che al suo interno crescano delle piantine spontaneamente, quelle piantine che si ritrovano anche nei campi che nessuno cura e che contribuiscono anche a dare un tono di naturalezza al nostro giardino.

Bisogna accettare in ogni caso l’idea che il vento e gli uccelli contribuiranno a portare sul nostro prato specie di erbe sempre diverse e, accettando questa cosa, riusciremo ad avere un prato comunque bello e in ordine, anche se lievemente diverso dalla nostra idea iniziale.

Ora cerchiamo di entrare più nello specifico per capire le regole pratiche da seguire per avere un prato sempre in forma e in ordine. Le operazioni di manutenzione fondamentali, volte ad evitare che il prato si sciupi e deperisca, sono tre e sono alla portata di tutti:
- tagliare l’erba con la giusta frequenza e mai troppo bassa;
- irrigare regolarmente il terreno;
- concimare il prato senza mai eccedere nelle dosi.

Altra cosa importante da fare con criterio è la scelta dell’erba giusta, anche in base al risultato che si vuole ottenere e all’uso che si intende fare del proprio prato. La miscela di semi tipica del prato inglese per esempio non è molto adatta al clima del nostro paese e poi è facilmente attaccabile da erbe infestanti. Un prato erboso molto più forte e resistente si ottiene con la semina di una miscela di festuca, loietto, agrostide e poa. Gli ultimi due tipi di seme sono particolarmente adatti per la creazione di un prato calpestabile anche se il risultato che danno è molto meno uniforme di quello dato da altre miscele, cosiddette “belvedere”, proprio perché più adatte all’uniformità del prato ma non alla sua calpestabilità.

Anche il periodo di semina è un fattore di grande importanza per ottenere un bel prato. Il periodo migliore è la primavera, o al limite l’autunno ma mai oltre i primi giorni di novembre. Se si dovesse avere poi la necessità di seminare il proprio prato in estate i risultati potrebbero essere buoni comunque ma si deve stare molto attenti ad irrigarlo abbondantemente, almeno tre volte al giorno.

Per ottenere un bel prato ci sono anche delle regole da seguire su come seminarlo.

Prima della semina, come abbiamo detto prima il terreno va liberato dalle erbe infestanti e indesiderate cercando poi di rendere la sua superficie quanto più possibile omogenea per evitare i ristagni di acqua. È tra l’altro utile unire al terreno della sabbia o della torba ben mescolate in quanto queste sostanze contribuiscono a creare delle “camere d’aria” all’interno del terreno, facilitando così la germogliazione dei semi e la successiva respirazione delle radici. Il terreno va poi rastrellato e cosparso della miscela di semi prescelta per il nostro prato. I semi vanno depositati in grande quantità e in modo uniforme perché non è detto che tutti germoglieranno. A questo punto il terreno va sottoposto al passaggio di un rullo compattatore (se ne trovano a buon prezzo e sono facili da manovrare e trasportare in quanto vengono venduti vuoti per essere riempiti d’acqua prima del loro utilizzo). Questa operazione è indispensabile per far aderire i semi al terreno e favorirne la germogliazione.

In seguito la prima innaffiatura è un’operazione importante e delicata. Essa deve essere abbondante ma non a getto in quanto il getto potrebbe spostare i semi facendoli accumulare tutti in un punto. Da qui in poi le innaffiature devono essere regolari e costanti e regolate anche in base alla temperatura.

Una volta che il nostro prato ha iniziato a svilupparsi e quindi l’erba ha raggiunto una buona altezza si deve procedere alla falciatura, operazione che se effettuata regolarmente (almeno una volta alla settimana per tutto il periodo che va dalla primavera all’autunno) contribuisce moltissimo al vigore del nostro prato.

Cosa ne pensi? Commenta l'articolo con il tuo account Facebook!


richiedi prezzi per recinzioni da giardino