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Ortensia  

Ortensia

 
   


Generalità e descrizione
L’ortensia è una pianta originaria dell’Oriente, Cina e Giappone in particolare, e appartiene alla famiglia delle Hydrangeaceae che comprende circa ottanta specie diverse. Si tratta di piante legnose che possono crescere sotto forma di arbusti, piccoli alberi o rampicanti.
La loro particolarità sono le spettacolari infiorescenze che crescono in mazzetti alle estremità dei rami assumendo una forma sferica, soprattutto nella specie Hydrangea Macrophilla che è la più diffusa e che può avere diversi colori che vanno dal bianco al rosa, al rosso all’azzurro. La particolarità di questa pianta, che da sempre incuriosisce gli appassionati di giardinaggio, è che lo stesso arbusto di ortensia può avere fiori di colori diversi tra una stagione e l’altra. Un’altra specie abbastanza diffusa è l’Hydrangea Paniculata che ha rami più sottili e fiori più piccoli e bianchi e può essere coltivata anche in forma di alberello.

Coltivazione
Tranne per le specie sempreverdi, in linea di massima gli arbusti di ortensia perdono le foglie in inverno e ricominciano a vegetare a marzo. La fioritura completa avviene nel mese di aprile e, quando la pianta si trova all’aperto, essa può durare anche fino a tutta l’estate. Se coltivata in appartamento, l’ortensia ha bisogno di condizioni ideali per cercare di mantenere in vita i suoi fiori il più a lungo possibile. Innanzitutto la pianta deve essere collocata in un luogo molto luminoso, evitando però il contatto diretto con i raggi solari e la temperatura dell’ambiente non deve mai superare i 18 °C altrimenti la fioritura si arresta.
Anche le annaffiature in appartamento devono essere costanti in modo da mantenere il terriccio sempre umido. Comunque questa è una pianta che non ama stare in appartamento e anche se si prendono tutte le precauzioni necessarie sarà difficile vederla fiorire per più di una volta.

Annaffiature
Le ortensie hanno bisogno di annaffiature abbondanti, soprattutto nel periodo di vegetazione e fioritura, quindi in primavera e in estate, quando il substrato di terreno deve quindi essere mantenuto sempre piuttosto umido. Anche la chioma fiorita e le foglie vanno tenute umide, nebulizzandole con dell’acqua, possibilmente non calcarea. L’umidità della pianta va però sempre tenuta sotto controllo perché, se eccessiva, potrebbe favorire lo sviluppo di muffe e altri parassiti.

Concimazione
Anche le concimazioni devono essere frequenti nella fase vegetativa della pianta, magari aggiungendo del concime liquido all’acqua durante le annaffiature. Essendo una pianta che asporta una grande quantità di potassio, pertanto è consigliabile somministrarlo durante le concimazioni. Un ottimo concime per l’ortensia è inoltre quello organico ben decomposto.

Potatura
Potare l’ortensia è un’operazione abbastanza delicata che deve seguire delle regole precise. Ad esempio, per le piante coltivate in giardino o in terrazzo, comunque all’aperto in generale, è bene effettuare la potatura alla fine dell’inverno, soprattutto se il clima è piuttosto freddo; questo perché, lasciando i rami vecchi sulla pianta, essi proteggeranno quelli più giovani dal freddo. Se il clima è mite invece, la potatura può essere effettuata già dopo la fioritura, in modo che i rami giovani crescano più velocemente nella stagione successiva.

Le ortensie che si coltivano in appartamento invece possono essere potate già a settembre badando a lasciare due gemme per ogni ramo e posizionando la pianta potata in un ambiente abbastanza freddo. Le specie rampicanti invece non vanno potate. Comunque, in caso di potatura, è ovvio che vanno eliminate i fiori e i rami secchi avendo cura di effettuare il taglio al di sopra della prima coppia di gemme. Non vanno assolutamente recisi invece i rami giovani, cresciuti cioè nel corso dell’anno, riconoscibili da una gemma sulla loro sommità.

Colore dei fiori
Come abbiamo accennato prima, la stessa pianta di ortensia può produrre fiori di colori diversi ogni anno. Questo avviene grazie alla reazione delle componenti del terreno. Quindi, ad esempio, se possedete un’ortensia a fiori rosa sappiate che questi possono diventare blu aumentando l’acidità del terreno (ph 4,5) e questo si ottiene aggiungendo dell’alluminio; se invece avete un’ortensia a fiori blu sappiate che possono diventare rosa aumentando l’alcalinità (ph 7,5) del terreno stesso. Nei valori intermedi di ph (tra 4,5 e 7,5) l’ortensia assumerà sfumature intermedie di rosa e blu dal chiaro all’intenso.

Moltiplicazione
L’unico modo per moltiplicare le piante di ortensia è per talea. Le talee, della lunghezza di 10-15 cm, devono essere prelevate dagli apici dei rami che hanno prodotto fiori, a fioritura finita. Il taglio della talea deve essere effettuato con una lama molto affilata e disinfettata per impedire che i tessuti del ramo si sfilaccino o si infettino. Una volta ottenuta la talea, si consiglia di immergere l’estremità recisa in una polvere che ne favorisca la radicazione.
Dopo che le prime radici sono spuntate è consigliabile interrare la talea di ortensia in un composto di terriccio e sabbia che devono essere ben compattati e inumiditi con acqua non calcarea, evitando di bagnare direttamente le radici della nuova piantina.
È consigliabile poi ricoprire il vaso dove sono state messe le talee con della plastica, da rimuovere ogni giorno per effettuare l’innaffiatura e per eliminare l’eventuale condensa formata. Se dopo circa 40 giorni inizieranno a comparire i primi germogli, l’operazione di riproduzione della nostra ortensia sarà andata a buon fine e quindi le nuove piantine potranno essere trasferite in vasi di terracotta con dimensioni di 10 centimetri di diametro, lasciandole all’aperto e in un luogo ombreggiato, al riparo dalle correnti d’aria. La primavera successiva le nostre piantine potranno essere trasferite definitivamente nel posto desiderato, all'aperto o in vasi più grandi in appartamento.

Parassiti e malattie
Le piante di ortensia possono soffrire per diverse ragioni. Vedremo di elencare qui le più comuni con i relativi rimedi. Ad esempio, se le foglie della vostra ortensia iniziano a diventare marroni sui margini, arricciandosi, è possibile che le innaffiature siano insufficienti; pertanto si consiglia di aumentarle.

Se invece le foglie ingialliscono e i germogli non si sviluppano bene potrebbe trattarsi di presenza eccessiva di calcare nel terreno; in questo caso il rimedio potrebbe essere quello di aggiungere della torba al terriccio e innaffiarlo con acqua non calcarea, somministrando anche del ferro e del manganese.

Se la pianta poi stenta a svilupparsi e presenta delle ulcerazioni sul fusto e una fioritura irregolare potrebbe trattarsi di un attacco di nematodi (parassiti di aspetto vermiforme che vivono nel terreno); in questo caso se la pianta è in vaso il rimedio è quello di sostituire completamente il terriccio mentre se la pianta è in giardino si devono usare degli insetticidi appositi.

Se l’ortensia invece presenta sulle foglie delle macchie rossastre che poi si ricoprono di muffa bianca potrebbe aver subito un attacco di "mal bianco" che provoca anche delle malformazioni nei germogli. Se ci si accorge in tempo di questa malattia è sufficiente eliminare le parti colpite, se invece la malattia è estesa, bisogna intervenire con dei trattamenti a base di zolfo.

Anche i fiori possono essere attaccati da malattie tra le quali la "muffa grigia" che si manifesta con delle macchie scure sui petali e sui boccioli. Questa malattia si manifesta soprattutto se la pianta si trova in ambienti troppo umidi ma si può combattere facilmente eliminando le parti colpite e posizionando la pianta in un ambiente più aerato; in casi estremi si può ricorrere a dei fungicidi.

Altre malattie che possono attaccare l’ortensia sono quelle indotte da funghi quali l’Ascochyta sp., la Cercospora sp., la Phyllosticta sp., la Septoria sp. che provocano delle necrosi alle foglie, ai germogli e ai piccioli. Anche queste malattie sono causate da un eccesso di umidità e si curano come la precedente. Le ortensie poi possono essere attaccate anche dal ragnetto rosso che è un acaro molto dannoso che provoca l’ingiallimento, l’accartocciamento e la caduta delle foglie.
Ci si accorge della presenza di quest’acaro se nella pagina inferiore delle foglie sono presenti delle piccole ragnatele.

Un rimedio per gli attacchi non gravi è quello di aumentare le nebulizzazioni della chioma in quanto la presenza di umidità fa allontanare l’acaro; in casi più gravi invece è utile ricorrere ad insetticidi. Se la pianta non è molto grande si può anche provare ad eliminare gli acari con un batuffolo di cotone insaponato avendo cura di risciacquare bene. Infine dobbiamo dire che un altro nemico della pianta di ortensia è un afide, comunemente chiamato pidocchio, un insetto di piccole dimensioni di colore bianco, giallastro o verdastro. In questo caso c’è bisogno di ricorrere a degli antiparassitari specifici.


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Ultimo aggiornamento: 05/11/2014
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