Il gelso Il gelso

Descrizione e generalità

frutti gelso Il gelso è un albero o un arbusto da frutto del quale si apprezzano anche le doti ornamentali. E’ originario dell’Asia, ma presente allo stato naturale anche in Africa e America settentrionale. E’ un albero conosciuto già in epoca antica giacché utilizzato per il legno e l’allevamento del baco da seta. Il gelso appartiene alla famiglia delle moracee (il nome del genere è di derivazione romana, “morus celsa” - ossia moro alto- in contrapposizione alla mora di rovo).

Appare come un albero di media grandezza che può crescere fino a 10-12 metri d’altezza. Ha una ricca chioma nella quale si sviluppano frutti e fiori. In natura il gelso può vivere in media cento anni ma esistono anche esemplari eccezionali plurisecolari.

Le radici del gelso sono di colore aranciato, estese in profondità e robuste. Si riconosce anche per il tronco (che ha negli individui adulti un diametro di circa 70 cm) con corteccia grigiastra, screpolata fino a formare piccole scaglie. Anche i ramoscelli sono grigiastri ma con punti più verdi e lunghi internodi.

Le gemme di gelso appaiono larghe alla base ed appuntite all’apice, ognuna con 13-24 perule e 5-12 foglioline. Le foglie sono ampie (7-14 cm di lunghezza e 4-6 cm di larghezza), caduche, sottili, ovali, lobate, di un verde lucente chiaro con seghettature sui margini esterni e nervature ruvide. Si può apprezzare una certa diversità nelle foglie anche su germogli dello stesso ramo.

Il gelso presenta infiorescenze di entrambi i sessi, di colore chiaro. Le infiorescenze maschili sono di forma cilindrica (2-4 cm) mentre quelle femminili sono ovali (1 cm), entrambe visibili tra aprile e maggio. Il frutto, chiamato sorosio, è differente a seconda delle specie, consiste in delle more dolciastre. Come pianta è alquanto frugale e rustica, riesce a sopravvivere al freddo e si trova in pianura fino a 800 metri di altitudine.

Esemplare albero gelso

Frutti gelso bianco

Frutti gelso nero

Gelso comune - Morus Alba

specie piante

Specie

Esistono principalmente due specie che si differenziano principalmente per la qualità dei frutti:

  • Gelso bianco. E’ una specie originaria dell’Asia centrale e orientale. Il gelso bianco è stato molto diffuso per secoli in Europa giacché le sue foglie erano il principale alimento per il baco da seta. La coltivazione del gelso si è ridotta drasticamente nel ‘900 quando all’utilizzo della seta si sono preferite le fibre sintetiche. L’albero presenta una folta chioma di foglie scure e lucide, più chiare inferiormente.
    Tra giugno e luglio produce frutti di colore giallastro, delle more dolciastre con retrogusto acidulo. Attualmente è scarsamente coltivato anche perché il sapore dei suoi frutti è poco apprezzato sebbene si pensava avesse proprietà lassative. Alcune popolazioni asiatiche ricavano dai frutti di gelso bianco degli edulcoranti e delle bevande alcoliche attraverso la fermentazione. Il gelso presenta un legno adatto ad intarsi e lavorazioni.

  • Gelso nero. Originario dell’Asia Minore e dell’Iran, fu introdotto in Europa nel 1500. E’ abbastanza simile al gelso bianco, ma da esso si differenzia per le foglie più piccole e per i frutti che sono più scuri e più saporiti. Le more di gelso nero sono variamente impiegate per la produzione di marmellate, dolci, grappe, ecc. Con le foglie di gelso nero si possono ottenere infusi dalle proprietà antibiotiche, mentre dalla polpa e dalle foglie si estraggono sostanze utilizzate per la produzione di cosmetici (per lo più maschere idratanti).

Coltivazione

terreno piante La coltivazione del gelso avviene frequentemente a partire dal seme e solo eccezionalmente per talea o per propaggine. Se si procede con la moltiplicazione per seme potrebbero essere necessari almeno 10 anni prima di vedere frutti. Le talee si possono prelevare in estate su rami cresciuti l’anno precedente.

Le piante si mettono a dimora in autunno o in primavera, lasciando almeno 2-3 metri tra un albero e l’altro. L’irrigazione non è necessaria in presenza di piogge, va integrata solo all’occorrenza. Si possono utilizzare concimi, tuttavia sono le potature a decidere la maggiore o minore produzione di foglie. Generalmente si attua un taglio netto, rasente il tronco, dei rami. Non vanno rimosse le foglie nei primi quattro anni di vita giacché un taglio prematuro comprometterebbe la crescita della pianta. Il gelso sopporta bene la sfogliatura e reintegra presto le foglie, ma bisogna stare attenti - tra sfrondatura e sfogliatura - a non danneggiare la corteccia o le gemme. Nelle moderne coltivazioni la sfogliatura viene effettuata con appositi macchinari.

terreno alberi Il gelso cresce su qualsiasi tipo di terreno e viene spesso utilizzato per contenere il terriccio ed evitare frane. Non fa preferenze tra pianura e collina, ma non può essere coltivato in vaso. Quand’anche si decidesse di coltivare una talea in vaso, al terzo anno andrebbe piantata necessariamente in terreno aperto.

Per concime si può utilizzare del letame maturo, stallico secco o humus. Potrebbe essere sufficiente una concimazione ad autunno. Le annaffiature non sono necessarie, se non il primo anno dopo l’innesto. Per far crescere il fusto dritto, in condizioni di pendio, si può applicare un tutore.

Non richiede particolari condizioni d’illuminazione, ma per favorire la crescita dei frutti è bene porlo sotto il sole o almeno in penombra. Non sono possibili innesti tra gelso bianco e nero, sono specie incompatibili.

Malattie e parassiti

parassiti piante Il gelso può essere attaccato da agenti fungini come la necria galligena (che colpisce i rami), la Rosellinia necatrix e l’Armillaria mellea (che colpiscolo le radici), la Mycosphaerella morifolia (che arreca macchie sulle foglie) e da Ganoderma, Fomes e Coryolus (funghi che causano carie nel legno).

Il legno del gelso può essere attaccato da animali e parassiti come il rodilegno rosso e giallo e la cocciniglia bianca, mentre le larve di lepidotteri causano sfogliazione. Per ognuna di queste patologie occorreranno antiparassitari specifici.

Utilizzi

consigli giardinaggio Dal gelso (soprattutto da quello nero) si traggono dei frutti che sono consumati in vario modo, anche per ottenere marmellate. Oltre agli scopi alimentari legati al frutto, vengono utilizzate le foglie come ottimo alimento in bachicultura per nutrire i bachi da seta. Il gelso è anche apprezzato come pianta ornamentale, tuttavia il suo legno è ottimo per ardere e per lavorazioni che richiedono materiali flessibili (se ne ricavano cesti di vimini e pertiche). Infine dal gelso nero si estraggono essenze per i cosmetici.


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