Peperoncino Peperoncino

Origini
Il peperoncino, dal latino capsicum, scatola che contiene qualcosa (i semi), ha origini antichissime: si pensa che questo genere di vegetale sia comparso per la prima volta circa 10.000 anni fa nelle regioni del Messico centro-meridionale e che negli anni si sia diffuso in tutta l’America. Il peperoncino, poi, ha raggiunto le coste dell’Europa grazie ai rari esemplari portati durante il viaggio di ritorno dal Nuovo Mondo di Cristoforo Colombo alla fine del 1400.
Inizialmente il peperoncino cresceva come pianta selvatica: venne subito apprezzato in ambito alimentare, e già a partire dal 3.500 a.C. si hanno testimonianze di una vera e propria coltivazione.

Descrizione
Il peperoncino viene denominato anche pepe cornuto per la sua caratteristica forma allungata ed è una pianta erbacea annuale botanicamente simile al peperone dolce, dal quale si distingue principalmente per il contenuto di una sostanza particolarmente piccante, la capsicina.
La pianta di peperoncino presenta una forma cespugliosa, con altezze che possono raggiungere i due metri. In realtà quello che viene considerato il suo frutto è una bacca di colore rosso, verde o giallo con forme e dimensioni differenti a seconda della varietà (a punta o tondo). All’interno sono presenti numerosissimi semi a forma circolare di colore giallognolo, nella quale si concentra la sostanza piccante.

Tipi e varietà
Il peperoncino è una pianta coltivata un po’ ovunque, in quanto è una pianta che si adatta molto facilmente a diverse tipologie di terreno, l’importante è che rimanga per gran parte del suo tempo esposta al sole.
Da una recente ricerca sono state individuate circa duecento varietà di peperoncino in Italia e duemila nel mondo che si differenziano per dimensione, forma e gusto.
Esistono, comunque, cinque specie principali maggiormente diffuse: annuum, baccatum, chinense, frutescens e pubescens.
Il peperoncino annuum è probabilmente il più diffuso: si caratterizza per il suo arbusto e portamento eretto e la sua bacca di colore verde. Questa varietà di peperoncino è quella che si trova più comunemente nelle tavole italiane.
Per la preparazione del tabasco, altro alimento piccante particolarmente apprezzato nelle tavole italiane, viene utilizzato il peperoncino frutescens.
Il peperoncino viene utilizzato nella cucina come spezia sia a crudo che essiccato in polvere per insaporire salse, sughi, carni, formaggi e salumi. È diffusissimo nella cucina mediterranea, per questo molto utilizzato nei prodotti tipici regionali e nel confezionamento dei salumi: nelle ricette abruzzesi e calabresi viene spesso utilizzato come ingrediente di spicco.
È fondamentale ricordare che il peperoncino è ricco di vitamina C e possiede numerosi effetti benefici sulla salute umana a meno di avere problemi gastrointestinali: alcuni studi, infatti, hanno dimostrato un correlato aumento del metabolismo e una riduzione dell’insulina ematica.

Coltivazione
Vista la necessità di zone molto soleggiate, la semina perfetta del peperoncino varia a seconda della regione: nell’Italia meridionale può essere fatta nei mesi di Gennaio/Febbraio in quanto raramente vengono raggiunte temperature estremamente rigide. Per l’Italia settentrionale, invece, è consigliabile rimandare nei mesi Febbraio/Marzo.
Per ottenere buoni risultati si consiglia di interrare il seme di uno o due centimetri in vaso, per poi metterlo a dimora quando già è in fase di sviluppo. Fondamentale in questa fase mantenere il terreno riparato e irrigato.


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