Le more Le more

Ciotola frutti moreDescrizione e generalità delle more

Con il termine more si intendono generalmente i frutti del rovo, di colore nero e rossastro, e quelli del gelso, per lo più rosse.
Le more appartenenti agli arbusti di rovo (rubus ulmifolius) crescono perlopiù spontanee in tutta Europa, in campagne e boschi, talvolta anche ai lati delle strade. Le more di gelso, al contrario, vengono ricercate e coltivate, essendo utilizzate come alimento primario del baco da seta.

Il rovo e le sue more appartengono alla famiglia delle rosaceae con maturazione nel periodo estivo, riconoscibile quando le more assumono un colore nerastro ed una superficie lucida. Queste bacche, una volta colte, restano fresche per pochissimo tempo e vanno perciò consumate il prima possibile o – in alternativa – conservate in frigo per alcuni giorni o, meglio ancora, nel freezer.

La pianta si sviluppa in forma di arbusto con tralci che si estendono fino a 4 metri, sarmentosi quindi non rampicanti e per questo da legare ed ordinare in fase di coltivazione. L’arbusto presenta diverse varietà semi-selvatiche con spine (capaci di produrre le more più saporite) ed alcune varietà senza spine. Le foglie, ampie e verde scuro, sono alterne a 3-5 lobi, con peluria argentea e spine lungo le nervature longilinee. Oltre ai caratteristici frutti, sui rami che hanno fruttificato l’anno precedente, nascono fiori ermafroditi di colore rosa.

 

Specie differenti di moreSpecie

Come accennato, la principale distinzione delle piante da mora è tra rovo e gelso. Esistono tuttavia numerose varianti che sono il frutto d’inseminazioni ed ibridi di rubus ulmifolius con altre rubus europee:

  • Dawberries, rovi striscianti, generati per ibridazioni da rovi americani;
  • Loganberry, rovello, senza spine e produttivo ma con qualità delle more non sempre eccelsa.

 

Tipi di more

Frutti di bosco

More selvatiche

Bevande di more

 

Come coltivare le moreColtivazione delle more

La pianta da more appare piuttosto resistente, come ogni pianta dalle origini “selvatiche”. Pur maturando con il caldo estivo, non teme gelate e non richiede particolari protezioni o cure. La fruttificazione avviene indistintamente in condizioni di piena luce o con un’esposizione più ombreggiata.

Maggiore cura va prestata al terreno che dev’essere ben irrigato, sciolto e fertile. In caso di terriccio eccessivamente secco, il frutto prodotto sarà di dimensioni e qualità notevolmente ridotte. Per quanto ben irrigato e sempre umido, il terriccio non deve però presentare ristagni o eccessi calcarei.

La pianta può essere trattata a marzo assieme a concimi chimici o organici. In sostegno dell’arbusto è bene piantare due paletti, a distanza di almeno due metri l’uno dall’altro, con 4 fili di ferro tesi tra i due per tutta la lunghezza. Questi serramenti fungono da rafforzo per i tralci e consentono una miglior fruttificazione.

Il ruvo va annaffiato durante il primo anno e poi solamente d’estate, nel caso di climi particolarmente caldi e secchi. Per rendere la pianta più resistente ed ancor più produttiva, è una buona abitudine potare i rami più sottili o che abbiano già generato frutti l’anno precedente.

In autunno, la pianta può essere sostenuta da dello stallico pellettato come concime organico che ne potenzi la produttività. La fruttificazione può essere sostenuta in primavera, distribuendo un concime per piante da frutti piccoli o arbusti da fiore.

 

Malattie e parassiti delle moreMalattie e parassiti

In normali condizioni la pianta non è solitamente soggetta all’aggressione di parassiti o particolari malattie.

 

Usi e proprietà salutari delle moreUtilizzi delle more

Le more vengono apprezzate soprattutto per l’uso alimentare, essendo per lo più composte di acqua e ricche di vitamine (A, B1, B2, B3, B5, B6, B9, C, E, K E J), a fronte di un bassissimo contenuto di grassi (0,5%) e con significative proprietà antiossidanti e contro i radicali liberi. Importante è anche l’apporto di minerali come calcio, fosforo, magnesio, ferro, zinco, selenio, rame e sodio.

Secondo i sostenitori dell’alimentazione, le more sono efficacissime come alimento anti-tumorale grazie alla presenza di flavonoidi e delle antocianine, pigmenti tipici dei frutti di bosco, particolarmente salutari. Le more sono, inoltre, consigliate per le loro proprietà diuretiche, depurative (anche contro il colesterolo in eccesso), dissetanti ed antireumatiche.

Studi recenti hanno dimostrato che le more sono efficaci stimolatori delle attività cognitive, con benefici sulla memoria ed anti-invecchiamento, ed inoltre anche per rafforzare le ossa ed il sistema immunitario. Considerata la presenza di B9, le more sono spesso prescritte nei primi mesi di gravidanza in quanto l’acido folico è utile per ridurre il rischio di malformazioni del feto.


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