Il Giuggiolo
Il genere Zizyphus Miller appartiene alla famiglia delle Rhamnaceae. Questa famiglia comprende numerose specie come: Frangula (Frangula alnus), Ramno (Rhamnus catartica) e il Zizyphus jujuba miller chiamato comunemente Giuggiolo.
Queste sono piante in genere legnose e spesso spinose. Presentano delle foglie semplici, intere, alterne, con stipole certe volte modificate in spine. Il seme è dicotiledone, dritto (raramente ricurvo).
I fiori sono piccoli, ermafroditi (raramente unisessuali), riuniti in racemi o in brevi cime ascellari con ricettacolo concavo. Il calice è formato da 4-5 lobi triangolari. I petali sono, in numero di 4-5, spesso piccoli e fortemente concavi. Gli stami sono distinti, alterni ai sepali. Il frutto è una drupa.
Il Giuggiolo ha origini molto antiche, infatti siamo a conoscenza che già i Romani ne utilizzavano i frutti e ancora prima i Greci, (in greco si chiama zizyphon). La terra di origine di questo arbusto è la Cina, dove ancora oggi viene coltivato.
In Italia la coltura del giuggiolo è poco estesa, infatti viene coltivato solo in 2-3 zone d’Italia come la Toscana, la Campania e il Veneto, precisamente nei colli Euganei nel borgo di Arquà Petrarca.
Questa limitata diffusione è dovuta al predilezione del giuggiolo a climi temperati e a terreni asciutti poveri ed aridi. Infatti solo in queste zone d’Italia il giuggiolo riesce a trovare un clima e un terreno adatto alla vita.
Il giuggiolo è un arbusto o alberello a foglie decidue, che può raggiungere i 7 m di altezza, tende a ramificarsi assumendo un aspetto quasi contorto. Presenta delle radici che penetrano molto in profondità e questo gli permette di vivere anche in terreni secchi e a climi aridi.
I rami sono spinosi e zigzaganti, molto flessibili, presentano fra un internodo e l’altro una coppia di spine di cui con la crescita solo una di queste si sviluppa. La corteccia giovane è grigio-chiara, con alcune crepe rossastre, quella più vecchia ha crepe profonde che lasciano intravedere un fondo rossastro.
Il giuggiolo produce le foglie e i frutti in piccoli rametti che rinnova ogni anno, di colore verde, che derivano da delle corone di gemme. Le foglie sono alterne, piccole, lucide e presentano un bordo seghettato.
Il picciolo è corto e porta alla base due stipole modificate in spine , dritte e arcuate. I fiori sono ermafroditi, piccolissimi e sono riuniti in glomeruli ascellari. Il calice è diviso in 5 lobi verdi e triangolari.
La corolla è formata da 5 petali biancastri e concavi. La fioritura avviene in giugno-agosto. IL frutto è una drupa ovale o sferica, con pericarpo che, con la maturazione, passa da un colore verde ad uno marrone.
La consistenza è simile a quella dei datteri. Il mesocarpo è bianco-giallastro di consistenza farinosa. L’endocarpo del frutto è legnoso e contiene due semi appiattiti ma è frequente il fenomeno della partenocarpia (frutti senza semi). La raccolta è effettuata durante i mesi di settembre-ottobre.
FASI FENOLOGICHE GIUGGIOLO
La tabella n°1 indica l’accrescimento medio dei germogli durante la fase vegetativa della pianta da aprile a maggio.
LEGENDA
Con “ n° foglie aperte” si intende il n° di foglie effettivamente aperte e spiegate presenti nel germoglio.
Con “n° foglie chiuse” si intende il n° di foglie completamente chiuse.
Con “in apertura” si intende il n° di foglie parzialmente aperte.
La tabella n°2 indica il numero di foglie, il n° di fiori e la lunghezza dei germogli durante la fase vegetativa della pianta.
Indica la lunghezza media del germoglio durante la fase di completa apertura delle prime 4 foglie.
Tutti i dati sono stati ricavati da misurazione di piante situate nei comuni di Montegrotto terme, Arquà Petrarca e Valle S.Giorgio, provincia di Padova, aventi un età media di 20 anni, della stesse varietà.
Autore: Dott. Enrico Selmin
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